I cookie che utilizziamo servono solamente a gestire correttamente il sito. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookie.

user_mobilelogo

C’era una volta uno zar con la moglie e 3 figli maschi. Venne l’ora che dovevano prender moglie e lo zar ordinò loro di scoccare con i loro archi una freccia. Dove cadeva la freccia là avrebbero trovato moglie. Ai primi due capitò che le frecce caddero alla corte di altri zar e trovarono donne alquanto graziose. La freccia di Ivan cadde invece in uno stagno e fu presa da una ranocchia. Ivan disse: -Ridammi la mia freccia!-,  ma la ranocchia replicò che gliela dava se la sposava. Ivan ne parlò con lo zar padre che gli intimò di sposarla, come indicato dal destino.  Ivan così fece, a malincuore.

Un giorno lo zar chiese che le tre nuore gli tessessero la tovaglia  più bella, facendo a gara tra loro. Ivan sconfortato ne parla a casa con la sua sposa e quella invece si mette a saltellare, dicendo di non preoccuparsi, che ci avrebbe pensato lei. Ivan si addormenta e la ranocchia getta via la sua pelle di rana, esce nel cortile e fischia e accorrono le sue tre serve, che le tessono le tovaglie più belle. Prima che Ivan si svegli lei indossa di nuovo la pelle di rana e poi gli mostra l’opera, lasciandolo pieno di meraviglia.

 Così è per lo zar, che però chiede un’altra prova: chi delle nuore gli sa cuocere il dolce migliore. La principessa ranoccia vince di nuovo allo stesso modo.

Lo zar allora invita i tre figli a una gran cena con le loro rispettive mogli. Ivan è sconfortato, ma la sua sposa gli dice di non preoccuparsi: vada pure a corte e quando la pioggia comincerà a cadere saprà che sua moglie si sta lavando; quando lampeggerà saprà che lei sta indossando il vestito di corte; quando tuonerà egli saprà che lei è già per strada!

La festa comincia e le due altre mogli sono magnificamente abbigliate. Ivan è agitatissimo. Comincia un temporale terribile. Tutti si burlano di lui e gli chiedono dov’è sua moglie. Quando comincia la pioggia Ivan dice: -Ora si sta lavando-_; quando lampeggia Ivan esclama: -Ora sta indossando l’abito di corte-. E’ sempre più sconfortato e disperato, ma quando tuona dice, nonostante tutto: - Ora sta venendo.- E in quel momento una bellissima carrozza con sei cavalli scuri si ferma davanti al palazzo e scende una fanciulla bellissima al punto che tutti ammutoliscono.

Mentre cenano le altre due mogli notano qualcosa di stano in lei: infila un po’ di cibo nelle maniche. Anche loro fanno lo stesso, per imitazione. Al momento del ballo la moglie di Ivan danza con lui con tale leggerezza da sfiorare il pavimento. Mentre balla muove il braccio destro ed ecco che le cade dalla manica un pezzo di cibo che si trasforma in giardino; al centro c’è una colonna su cui si arrampica un gatto che canta canzono popolari. La giovane fa un gesto con la mano sinistra ed ecco che appare un bel parco attraversato da un piccolo fiume con dei cigni.  Anche le altre due mogli danzano e muovono prima il braccio destro, ma cade un osso che colpisce alla fronte lo zar; muovono il sinistro e spruzza acqua che finisce negli occhi dello zar!.

Ivan corre nella loro stanza da letto, vede la pelle di rana e la brucia all’istante. Ritorna a corte tutto contento. Al rientro la moglie non trova più la pelle di rana e si dispera perché ora dovranno separarsi, mentre se Ivan non l’avesse bruciata ella sarebbe stata sua per sempre! – Cercami nel 30° regno dello zar straniero, ai confini del mondo- gli dice e poi batte le mani, si trasforma in cuculo e vola via dalla finestra.

Ivan disperato si mette alla sua ricerca e cammina per molti anni incontrando mille difficoltà, ma è aiutato da un vecchio e da animali a cui ha risparmiato la vita. Giunto infine ai confini del mondo entra nel palazzo di vetro e apre una porta di ferro, poi una porta d’argento e infine una porta d’oro dove trova sua moglie che fila il lino.  E’ sfinita per la lunga attesa e gli si butta nelle braccia: - Sei arrivato giusto in tempo! - Si baciano e si abbracciano piangenti di gioia e lei si trasforma in cuculo, prende Ivan sotto le ali e tornano in volo a casa. Lì la moglie riprende la forma umana e gli dice che è finalmente libera e vissero insieme felici e contenti.

Commento di Rosanna Rutigliano

La principessa ranocchia è una narratrice di fiabe, di canzoni popolari, possiede la fantasia poetica, creatrice di un cibo spirituale che dà significato alla vita e che va protetto con discrezione. Il principe brucia la pelle di rana che ha qualità umida, acquatica e questo è distruttivo. Ci accade a volte di lasciarci andare a momenti di debole carica energetica, a momenti di inattività, in cui emergono come da un lavoro segreto, vaghe fantasie. Se ci irrigidiamo nella razionalità facciamo come il principe che deve compiere un interminabile viaggio per ritrovare la sua sposa. Ma il fatto di aver vissuto momenti di gioia insieme lo aiuta a sopportare ogni fatica e dà il coraggio di continuare a sperare anche nella disperazione più nera.